Storia di Matilde Serao, dal Mattino di Napoli a Calvera

 Nel 1912 viene pubblicato il romanzo d’amore La mano tagliata, opera di una delle più interessanti e famose scrittrici di Napoli, Matilde Serao che sarà candidata più volte al premio Nobel per la Letteratura.

Matilde Serao nel 1912 ha 56 anni, nel 1892 insieme al marito Edoardo Scarfoglio, dopo aver scritto per innumerevoli giornali, fondano Il Mattino di Napoli. A inizio secolo il sodalizio si incrina, i due lasciano Il Mattino e anche la loro relazione si scioglie. Nella vita della Serao entra un altro giornalista, Giuseppe Natale. È un intellettuale lucano, originario di San Chirico Raparo. Il nuovo sodalizio amoroso determinerà anche un nuovo sodalizio giornalistico e letterario, la Serao fonda Il Giorno di cui sarà direttrice (prima donna in Italia) e che diventerà concorrente de Il Mattino.


Nel 1912 Giuseppe Natale è anche Consigliere Provinciale a Potenza, alterna il suo lavoro di giornalista nella capitale con il suo ruolo di rappresentante delle istituzioni in Basilicata, dove trascorre lunghi periodi per la sua attività politica. Si ferma spesso nel Serrapotamo, un territorio a vocazione agricola di grandissimo prestigio. I monaci italo-greci del monastero di Sant’Elia di Carbone avevano lavorato e sfruttato quei suoli per tutto il medioevo e l’età moderna, la prosperità delle terre era un marchio della Lucania agricola. Ancora oggi in quella zona si produce il grano carosella, e i territori di Calvera e Carbone sono famosi per il tartufo nero e bianco.

Giuseppe Natale si ferma spesso a Calvera, dove nel 1912 si contano ben 196 aziende agricole.

Nel 1912 a Calvera arriva Matilde Serao.

In quegli anni la Serao è famosa. Scrittrice prolifica, giornalista di fama europea e capace di essere la prima donna a dirigere un giornale. Nel 1901 Henry James, oltreoceano, parla del romanzo della Serao Il Paese di Cuccagna, come una delle opere più significative della letteratura contemporanea. 

Ebbene, nel 1912 la Serao su Il Giorno scriverà in modo affascinato di Calvera, il paese dalle case bianche, dove soggiorna e gode dell’ospitalità dei paesanucci che volentieri coccolano la illustre ospite.

Secondo Giosuè Carducci la Serao fu la più grande narratrice del secolo e, in quel 1912, la penna della Serao parla ammaliata di Calvera incastrata tra i boschi, della cultura alimentare eccezionale di questi posti di Lucania, sottolineando la bontà dei rascatielli fatti con la farina di grano duro mischiata alla farina di ceci.

A Calvera, la coppia dei giornalisti illustri, è accolta nel 1912 dal Sindaco Nicola Mobilio. La Serao ha a disposizione per la villeggiatura uno dei palazzi nobiliari del centro agricolo lucano.

Matilde Serao aveva iniziato a scrivere giovanissima, completando nella sua carriera circa 50 romanzi e una infinità di articoli, avendo lavorato tra Roma e Napoli per le principali testate della fine dell’800. A inizi ‘900 oltre a essere la prima italiana a dirigere un giornale è anche una delle prime donne ad essere personaggio pubblico e a influire sull’opinione pubblica.

La Serao è un personaggio popolare nel 1912 e Calvera diviene la sua sede di villeggiatura. Cosa accadrebbe oggi per il piccolo centro lucano se arrivasse uno degli influencer del momento? Le pagine scritte dalla Serao da Calvera su Il Giorno sono oggi memoria storica di un evento, si prestano a un confronto delle società e, perché no, alla valorizzazione della tradizione alimentare, unico elemento costante nel tempo.

Oggi si parla poco di paesi come Calvera e colpevolmente si parla poco di Matilde Serao, tra le penne più brillanti della storia del nostro paese. Di Serao si parlava molto sui giornali tra fine ‘800 e inizio ‘900, la cronaca del suo matrimonio con Scarfoglio fu scritta da D’Annunzio. Tuttavia, un episodio della sua vita che più degli altri ci racconta la sua anima, venne taciuto dal suo giornale Il Mattino, quando accadde. Segno che ciò che la cronaca racconta spesso non è quello che può consegnarci, invece, la storia.

Nel 1892, Matilde, dopo un litigio con il marito, si rifugia per un periodo di riposo in Valle d'Aosta. Edoardo Scarfoglio, oltre a essere un grande intellettuale, fu evidentemente anche un gran seduttore e, durante l’assenza di Matilde, stringe una relazione con Gabrielle Bessard, una cantante di teatro. Nel 1894, Gabrielle si presenta nella casa di Scarfoglio e Matilde Serao. Bussa alla porta e, quando questa viene aperta, si spara un colpo di pistola alla tempia. Con lei c’è una bambina con un biglietto per Edoardo Scarfoglio: “Perdonami se vengo a uccidermi sulla tua porta come un cane fedele. Ti amo sempre”. 

Matilde Serao prese con sé la bambina nata dal tradimento di suo marito. Diede alla neonata il nome di sua madre, Paolina. Perdonò il marito, anche se dopo poco si lasciarono, e tenne Paolina come la prediletta delle sue figlie. Il cuore di una donna è capace di scrivere storie insuperabili. 

Antonio Rubino

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